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/ May 18, 2023

Tumore al seno: prolungare la terapia con inibitori dell’aromatasi riduce le recidive

Tumore al seno: prolungare la terapia con inibitori dell’aromatasi riduce le recidive

Il trattamento può iniziare prima, durante o dopo la radioterapia e prosegue per un periodo variabile da sei mesi a tre anni. Quando la malattia è troppo estesa o diffusa per essere trattata efficacemente con l’intervento chirurgico o la radioterapia, e se sono presenti metastasi ai linfonodi o disseminate, la terapia ormonale rappresenta lo standard di riferimento. Prima della menopausa, la maggior parte degli ormoni sessuali femminili circolanti è liberata nel sangue dalle ovaie. Dopo la menopausa, invece, le ovaie non producono più ormoni e gli estrogeni circolanti sono prodotti da tessuti periferici dell’organismo (soprattutto il tessuto adiposo e i muscoli) a partire dagli androgeni prodotti dalle ghiandole surrenali. Pur garantendo l’esattezza e il rigore scientifico delle informazioni, Aimac declina ogni responsabilità con riferimento alle indicazioni fornite sui trattamenti, ricordando a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante.

  • La menopausa precoce indotta da alcuni di questi trattamenti, infatti, può essere reversibile e la crioconservazione degli ovociti prelevati prima dell’inizio delle cure in alcuni casi lascia aperta la possibilità di ricorrere in un secondo tempo a tecniche di procreazione assistita.
  • Il fenomeno è comunque temporaneo e di lieve entità, e i capelli cominceranno a ricrescere una volta che il trattamento si sarà concluso.
  • La terapia a base di anastrozolo può causare un aumento dei livelli ematici di colesterolo, per questo è necessario un costante monitoraggio della colesterolemia per tutta la durata della chemioterapia.
  • In questo caso gli inibitori dell’aromatasi sono la prima opzione di cura in caso di recidiva.
  • La diarrea può essere controllata mediante l’utilizzo di farmaci antidiarroici.

L’utilizzo di eccipienti potenzialmente inadatti ad alcuni pazienti è però dichiarato nelfoglietto illustrativo in forma di avvertenza (o controindicazione) all’utilizzo in specifiche categorie di persone. Si può presentare in forma lieve (1-2 scariche al giorno) o severa (4-6 scariche). Nella forma severa potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia.

Terapia ormonale per il tumore del seno

Nel tumore dell’utero, la terapia ormonale si prescrive solo quando la malattia colpisce l’endometrio, il rivestimento interno dell’organo, ma non quando riguarda il collo, cioè nel caso di tumore della cervice uterina. L’endometrio, infatti, come la ghiandola mammaria o l’ovaio, risponde ciclicamente all’azione degli ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone, che nella donna in età fertile fanno proliferare e maturare ogni mese questo tessuto per predisporlo a un’eventuale gravidanza. Gli inibitori dell’aromatasi sono indicati nelle donne già in menopausa e che quindi non producono più estrogeni dalle ovaie, ma solo nei tessuti periferici, soprattutto quello adiposo. Si usano in genere dopo l’intervento per impedire recidive, ma in alcuni casi sono utilizzati anche prima dell’operazione, per ridurre il volume della massa da asportare, oppure nelle fasi più avanzate della malattia. Molte forme di carcinoma mammario hanno bisogno della presenza dell’estrogeno per crescere.

Per quali tipi di tumore viene utilizzata la terapia ormonale

La terapia con anastrozolo può causare dolore osseo, rigidità articolare, dolore alle articolazioni e infiammazioni delle stesse (artrite). Potrebbe essere utile l’utilizzo di farmaci analgesici, ma è comunque necessario discuterne prima con il medico. In seguito al trattamento con anastrozolo può verificarsi la riduzione della densità minerale ossea, ciò comporta un aumento del rischio di fratture ossee e/o un aumentato rischio di sviluppare osteoporosi.

Il fenomeno è comunque temporaneo e di lieve entità, e i capelli cominceranno a ricrescere una volta che il trattamento si sarà concluso. È un effetto collaterale che si può alleviare con i preparati disponibili in commercio in forma di gel. Quelli di nuova generazione sono l’abiraterone https://diariodejatai.com.br/pag/istruzioni_per_l_anastrazolo_7.html acetato, l’enzalutamide e l’apalutamide. Gli ormoni sono molecole prodotte nell’organismo da ghiandole appartenenti al sistema endocrino. Regolano l’attività di organi specifici che raggiungono attraverso il circolo sanguigno anche in aree distanti da quella in cui sono stati prodotti.

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